Castelli Emilia Romagna

Castello di Cusercoli

Sulla strada provinciale che conduce da Forlì alla Toscana, percorrendo la foresta di Campigna, si erge il Castello di Cusercoli su un imponente sperone di roccia calcarea lungo la vallata del Bidente, nel Comune di Civitella di Romagna.
Sorto in età medievale, intorno al XII secolo, e presumibilmente sulle basi di una preesistente struttura fortificata di periodo tardo romano, fu abitato inizialmente dai Conti Ghiaggiolo primi feudatari del castello fino al 1269 quando l’unica figlia del conte Uberto, Orabile Beatrice, andando in sposa a Paolo Malatesta, detto “il Bello”, porta ai Signori di Rimini anche il Castello di Cusercoli.

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Si tratta proprio di quel Paolo Malatesta famoso in tutto il mondo per la storia d’amore, cantata da Dante Alighieri nel Quinto Canto dell’Inferno della Divina Commedia, con Francesca da Polenta, figlia di Guido da Polenta, signore di Ravenna, andata in  sposa per procura al fratello Giovanni Malatesta. Paolo e Francesca, benché cognati, si innamorarono perdutamente. Il marito Giovanni, li sorprese e li uccise. Pare sia proprio fra le mura dei Castelli di Ghiaggiolo e di Cusercoli che ebbe inizio la loro storia d’amore e anche dove si concluse nel modo tragico che tutti conosciamo. Resta un fatto storico ed importante: Paolo Malatesta era anche Conte di Ghiaggiolo quando fu ucciso.
Ai Malatesta si deve un primo significativo intervento di ampliamento realizzato nel corso del XIV secolo quando, accanto alla fortificazione
iniziale, viene costruito un palazzo, anch’esso fortificato, residenza
del feudatario.

Nella Torre della Meridiana, all’interno del Castello di Cusercoli, una sala è stata totalmente ristrutturata per l’esposizione permanente di straordinarie opere ceramiche. Si tratta di 14 formelle in ceramica
policroma realizzate verso la metà del Seicento che rappresentano le stazioni della Via Crucis e costituiscono un vanto per la comunità locale.
Sono opere ceramiche di singolare pregio storico artistico
e di eccezionale rarità proprio perché l’intero nucleo di 14 formelle ci è pervenuto completo fino ai giorni nostri. La storia di queste formelle è avvolta nel mistero. Unico fatto noto è che le formelle giungono a
Cusercoli alla fine del Settecento, per volere di Giovanfrancesco Guidi di Bagno, con il preciso intento di collocarle nelle cellette lungo le mura
di cinta del cimitero, che racchiudono la chiesetta dedicata a Sant'Emidio e alle anime purganti, risalente al 1788. Lì le preziose formelle rimangono fino al 1994, anno in cui vengono nottetempo trafugate da una banda
di malviventi e fortunosamente recuperate nel giro di poche ore. Proprio questo evento solleva, per la prima volta, nuove attenzioni verso il pregio e la bellezza di queste opere. Le modalità del furto ed i segni di secoli di esposizione alle intemperie avevano gravemente danneggiato i manufatti ceramici. A seguito del ritrovamento, l’amministrazione ha sollecitato collaborazioni ed impiegato risorse per il loro recupero conservativo e la loro piena valorizzazione. Grazie all’intervento dell’Istituto per i Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna è stato promosso un articolato progetto pluriennale che ha previsto sia
un accurato restauro delle formelle della Via Crucis, sia il loro rifacimento in copia. Il complesso intervento, coordinato e finanziato dall’Istituto regionale, è stato realizzato nella forma partecipata del cantiere scuola.

Le opere originali si possono ora ammirare in una sala espositiva del Castello, mentre le copie, difficilmente riconoscibili dagli originali, sono visibili al cimitero storico di Cusercoli, collocate all’interno
delle cellette in arenaria della Via Crucis, risalenti al XVIII secolo.

Il Castello di Cusercoli s’inserisce storicamente nel circuito delle Rocche e dei Castelli della Romagna malatestiana e si colloca in un virtuale percorso che attraversa più vallate e lo collega con il sistema delle fortificazioni che hanno sede nei territori di Bertinoro, Castrocaro e Terra del Sole, Cesena, Dovadola, Forlimpopoli, Longiano, Meldola, Predappio e Roncofeddo.

All’interno di un’ala restaurata del Castello, dal 2005, alcuni locali ospitano il laboratorio di Archeoingegneria “CAILab” della facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna, sede di Forlì. Il laboratorio svolge importanti studi per l’applicazione di moderne metodologie ingegneristiche per la conoscenza, la conservazione, il restauro e la fruizione dei Beni Culturali.

Base Testi, credits: Sabrina Aleotti (Comune di Civitella di Romagna);
Antonella Salvi (IBC); Ilaria Colinelli, Debora Ranieri (Pro loco Chiusa d’Ercole).

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Castello di Cusercoli - Castello di Cusercoli foto di: Castello di Cusercoli - Castello di Cusercoli