Castelli Emilia Romagna

Rocca dei Boiardo

Su cinquemila metri quadrati, si sviluppa al cento del paese, la rocca di Scandiano famosa non solo come struttura difensiva prima e dimora signorile poi, ma soprattutto perchè all'interno sono vissuti personaggi illustri: in una stanza del primo piano dell'edificio, nacque il poeta Matteo Maria Boiardo; nei sotterranei era solito compiere i suoi esperimenti Lazzaro Spallanzani. Alloggiarono nel castello il poeta Francesco Petrarca, il riformatore Giovanni Calvino e Papa Paolo III.
Qui il 10 ottobre 1796, si inneggiò alla libertà e a Napoleone e si aderì alla Repubblica Reggiana. Sempre all'interno della Rocca di Scandiano, l'11 marzo del 1800 si svolse il plebiscito che sancì l'annessione di Scandiano al Regno di Sardegna.

La Rocca dei Boiardo risale al XII secolo, domina il centro storico ed è senza dubbio un monumento di grande valore storico e culturale: fatta costruire dalla nobile famiglia dei Da Fogliano, oggi prende il nome dalla famiglia Boiardo che l’abitò dal 1423 per 137 anni.

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Fino al XVIII secolo la Rocca ha conservato un importante ciclo di affreschi del pittore Nicolò dell'Abate, oggi conservati alla Galleria Estense di Modena. Molti artisti lavorarono in Rocca tra questi ricordiamo: Bartolomeo Spani, Giovan Battista Aleotti, Antonio Traeri.

Il complesso architettonico ha subito nei secoli molti rifacimenti. Nell'edificio convivono: strutture architettoniche medioevali come la torre pusterla dell'ingresso nord e gli archetti pensili del cortile; rinascimentali come il portico del cortile e barocche, ad esempio lo scalone, le bifore, le architravate del cortile, decorazioni a stucco dell'appartamento estense.

Lo scalone monumentale della Rocca è stato concepito nella sua formulazione originaria da Giovan Battista Aleotti all'inizio del Seicento. La scalinata "a tenaglia" è successiva di qualche anno e fu probabilmente voluta dalla famiglia Bentivoglio. Le statue in terracotta rafffigurano molto probabilmente personaggi della famiglia Thiene e furono realizzate nel 1619 dallo scultore genovese Giovan Battista Pontelli. Le quattro statue superstiti, delle molte che avrebbe voluto l'Aleotti (tra le quali una equestre) raffigurano forse, partendo dal sommo dello scalone e procedendo in senso antiorario: Marcantonio, Ottavio I, Giulio e Ottavio II Thiene. Quest'ultima statua (la meglio riuscita) rivela affinità con la statutaria classica. Non è escluso che anche gli altri tre guerrieri dalle "mostruose armature" atteggiati a semidei, abbiano i loro archeotipi stilistici nella statutaria classica.

Il recupero dei giardini della Rocca di Scandiano, ultimato nel 2017, consegna ai visitatori uno spazio che non era mai stato aperto al pubblico in passato perché il complesso boiardesco era una struttura militare, ma anche in tempi recenti, dopo il passaggio in concessione al Comune, perché l’area era completamente impraticabile, piena di detriti e vegetazione spontanea. Un’area abbandonata e semicoperta da molti metri cubi di terra, nel lato sudovest della Rocca, che dopo qualche anno di lavori presenta un affascinante alternarsi di antiche mura e nuovi spazi erbosi, pendii e un terrazzamento sul fossato: nei ritrovati giardini vengono organizzate iniziative culturali, enogastronomiche e spettacolo, ed è inoltre possibile celebrare matrimoni. La sistemazione dei giardini è stata realizzata grazie a importanti risorse statali: altri finanziamenti sono attesi, sempre dal Governo, in particolare sui progetti legati alle città dell’ex-ducato estense.

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Rocca dei Boiardo - La Torre della Rocca foto di: Comune di Scandiano - Comune di Scandiano